Mercato del turismo e Millennials: la ricerca Travel Young

Scritto il novembre 30, 2015 da

Il 25 novembre 2015 Lidia Marongiu ha presentato la ricerca Travel Young, Travel Different a EnVision, l’evento che Sabre Travel Network organizza da due anni a Milano per discutere di trend e tecnologie per l’industria dei viaggi. 

La ricerca nasce realizzata dallo Studio Giaccardi Associati vuole rispondere ad alcune domande fondamentali per sviluppare il business in campo turistico dei prossimi anni pensando ai Millennials cioè  i nati tra il 1980 e il 2000.

Come e quando viaggiano i Millennials? Che cosa interessa agli under 30 quando scelgono le proprie destinazioni di viaggio? In che modo le aziende del settore turistico possono intercettarli?

METODOLOGIA

Abbiamo selezionato un gruppo di ragazzi italiani (under 30) disomogenei per età, provenienza, occupazione e ceto sociale ma tutti a forte natura relazionale. A ciascuno di loro è stato chiesto di fare da “nodo di rete” inviando un questionario strutturato ai propri network sociali.  Questo approccio è definito ‘campionamento a palla di neve’ o ‘a valanga’ e ha l’obiettivo di ottenere un grosso quantitativo di dati in tempi relativamente brevi.

GLI INTERVISTATI

Ed ecco chi sono i giovani che hanno partecipato alla ricerca: Profili Travel Young

I risultati ci raccontano comportamenti, interessi e trend di questa generazione di viaggiatori e fanno emergere alcuni topic su cui si può lavorare. Proprio in quest’ottica Lidia Marongiu mette a disposizione agli operatori del turismo 10 consigli che nascono dalla lettura dei dati.

COSA RACCONTANO I DATI?

  1. I Millennials sono un «mercato» interessato ai viaggi 12 mesi l’anno. Il 58% di loro ha fatto più di 5 viaggi in un anno e il 46% viaggia prevalentemente con gli amici. Mailing list profilate possono essere un modo per tenerli aggiornati sulle offerte.
  2. Sono prevalentemente su Facebook (97%) e Instagram (46%) e li usano per informarsi e per raccontare la loro vacanza: sono questi i luoghi dove si potrebbero fare campagne mirate ADS. 
  3. Colti, informati, attenti alle occasioni sanno pianificare l’intero viaggio online: il 46% di loro segue i consigli degli amici e il 23% viene convinto da campagne promozionali e di sconti. I motori di ricerca sono fondamentali per approfondire e infatti vengono usati dal 76% degli intervistati per finalizzare le proprie scelte Le pagine Facebook delle destinazioni suscitano meno interesse rispetto ai portali istituzionali. L’incontro con i Millennials deve avvenire nei luoghi che frequentano, dialogando con loro.
  4. Gli Under 30 sono sempre connessi anche in mobilità ed è necessario saperli assistere anche durante il viaggio, si chiama “mobile engagement” ed è diventato fondamentale: il 70% usa almeno una app di viaggio, il 5% ne ha più di 5 all’attivo. 
  5. Non studiano il digital travel ma lo praticano. Sono informati, attenti al prezzo e alle offerte. Sono molto concreti. Il 60% usa prevalentemente Booking.com . Mai sentito parlare di helpful storytelling?
  6. Informati e predisposti verso la sharing economy, a parità di prezzo scelgono la comodità dell’albergo (63%). Il 70% prenota con booking online e il 77% vuole spendere al massimo 50 € a notte. Prezzo contenuto, bagno in camera, wifi e vicinanza a luoghi di interesse sono alcuni degli elementi fondamentali per la scelta. 
  7. I Millennials, una generazione prosumer che però consuma più recensioni di quante ne produca. Il 92% degli intervistati legge recensioni online prima di partire e la maggior parte predilige TripAdvisor.
  8. Ce li immaginiamo 100% “digitali” ma in realtà, per quanto riguarda le guide, il 72% di loro sceglie ancora quelle di carta. Le campagne di marketing devono puntare anche a questo.
  9. Anche durante i viaggi, il 59% degli intervistati sceglie cosa fare in loco leggendo recensioni online: occorre inserire nelle proprie campagne marketing strategie per intercettare i Millennials mentre sono in vacanza.
  10. Il racconto viene fatto prevalentemente su Facebook (67%) e lo stile del viaggio in cui si riconoscono i Millennials è fortemente connotato: anche se nessuno conosce il ROI dello storytelling, pochi sono disposti a misurare i risultati del non usarlo e occorre investire in una narrazione identitaria, in alcune aree del proprio sito, che coinvolga questa generazione.

Al contrario delle generazioni precedenti, i Millennials non subiscono “il fascino” delle vacanze di massa stagionali e prediligono: lo spirito di scoperta, il bisogno di felicità, la curiosità di luoghi e costumi, la volontà e l’autonomia di scelta, il desiderio dell’incontro nella comunità nel viaggio.

Pensare a proposte dichiaratamente young e senz’altro online marcate under 30, potrebbe ingaggiare quote maggiori di questo pubblico che tra breve sarà adulto e classe dirigente.

LA PRESENTAZIONE

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